mercoledì 4 febbraio 2015

trecent'ottantuno



- la soluzione -

Ma nonostante tutto soffrivo: e sul sentiero dell'eternità e dell'oblio di noi raccolsi la grossolanità, l'ipocrisia, i tradimenti, le convinzioni di santità e giustizia, demolii le mura dell'inferno, i colori dei sorrisi li strappai tra le dita, infilai tutto in un sacco nero della spazzatura. Uscii di casa. Salii la scala di Giacobbe ristrutturata dai lavori in corso di Chagall; mi presentai alle porte dell'Inferno, sul ponte dei suicidi mi affacciai alla ringhiera, gettai nei flutti scuri il sacco; affondò riemergendo, galleggiava lucido; non lo distinguevo più, quando una lanterna fioca sulla chiatta rischiarò la pertica allungarsi; Caronte si piegò e lo raccolse: andandomene pensai alla certezza di essere libero da quel momento, da ogni affanno.  

2 commenti:

  1. Essere libero da ogni affanno. Alle porte dell'inferno. Mi piace
    Buona giornata
    Daniel

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