mercoledì 16 settembre 2026

settecentotrenta

 ...eh qui lo dico e qui lo nego. Ho sempre amato scrivere fin da piccolo ora che sono cmq piccolo cioè un omino di bassa statura di pochi chilogrammi e mi destreggio meglio con la scrittura e per via della mia età ormai  sulla spianata  dell'aldilà anche se ci passeggio con noncuranza ho un piede nella fossa non ho velleità di poter editare con una casa editrice in Italia. Sono percepito vecchio anagraficamente soprattutto senza titoli lauree senza spinte senza amicizie altolocate mai frequentato gare di virtuosità poetica non allineato mi dice la tipa una volta !? Ma non hai dei sogni di pubblicare e di realizzare in cartaceo ciò che scrivi !? Come se non sapesse in Italia per editare ci vuole un curriculum corposo oltre a quello che ho detto sopra. Le dico no. In verità quando ero un rospo scrivano che si sentiva principessa dello stagno e si guardava nello specchio mi ero mosso per inviare degli scritti ad una casa editrice, l'unica volta lo feci per tastare il terreno sulla mia capacità o meno di essere scrittore. E vi dico, lo feci con la massima fiducia nella meritocrazia, perché credo fermamente se uno vale verrà premiato nonostante non avvenne niente allora la mia sicumera e presunzione nel pensare gli scritti fossero degni di essere letti dalla moltitudine mi diede una pacca di umiltà che pensai subito mi facesse bene alla mia autostima per farla indietreggiare ma poi crescere con l'educazione che si deve al lavoro degli altri e al proprio oltre al senso delle cose e della misura che si deve avere quando si è prima persona, mai sbruffoni narcisisti. Gli scritti non erano nemmeno un gran ché, uno schifo totale a dire il vero, parole senza senso spezzate all'interno di una struttura fatiscente, ma parlo di 20 anni fa. Quando dopo pochi anni di scrittura anche se intensa e forse era l'intensità con cui scrivevo che mi aveva fatto perdere il senso reale del valore che avevo e si è ancora neofiti oltre ché primitivi marginali non si riesce a dare corpo per intero alla creatura che si ha in mente, pensavo di meritare di pubblicare solo per il fatto di dedicare ore e ore alla scrittura. Ora è diverso anche se peggio. Nel senso la cultura quella di sinistra che è egemone in Italia anche se leggesse e apprezzasse ciò che scrivo non sarebbe interessata a darmi chances troppo individualista troppo umorale troppo sarcastico ostico chi legge le mie cose con la testa fina capisce subito lo scrivente può avere ha un carattere poco malleabile più sul versante artistico e quindi anche pericoloso gli artisti con la mentalità artistica non sono inclini ad abbassare il loro tono di fronte a nessuna esigenza commerciale che sia o anche ideologica le cose sono queste visto e comprato e cmq con un artista non si negozia ciò che inventa e di solito non lo dice ma guardare dall'alto in basso gli altri è di solito con il tacere e osservare e una caratteristica artistica che viaggia con i migliori artisti di tutti i tempi. Salvator Dalì in primis e se anche ti trovi Dalì di fronte col fare dimesso sai che non sei un cazzo e che per te il talento è solo un obolo con cui non acquisti niente nemmeno la carta igienica sopra cui scrivi per qualche casa editrice compiacente ma che dell'arte non ne fa parte...eh               

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