sabato 25 aprile 2026

seicentosettantacinque

...eh per presentarsi, Schiumetta la Mona: mi ha recitato il fandango alla toilette dei muti. Una pompa e una rassegnazione la quale nonostante la agiti nella ruota del criceto non mi coinvolge !? Fare in culo le dico con una smorfia napoletana. Le scrivo il 32 sul tavolo da gioco " o' capitone ". Ed ora ho il pass, per il mio acquisto a caratteri cubitali. Una qualche goccia di sudore da spendere in politica disattiva sulla superficie di una camicia a quadri da scagliolista o posatore edile al battesimo del nipote alla domenica. Sotto l'ascella conservo il libro mastro per capire "cos'ha la moltitudine !? Non vola mai se non con le ali in prestito a prezzi irricevibili !?" Il libro tibetano dei morti ambulanti si ostina a vedere e a non capire !? Imbarazzante mangiare nella greppia a testa in giù ! Per ricevere l'encomio un giorno " t'amo pio bove e siccome t'amo: pia 'sta vacca !? " Boh !? N' dò lego la vacca se vado in piazza !? << Eh all'anella al muro ! Col sacco di biada bruca e bruca  >> eh bruca e bruca, ma non sarà  mai la mia farfalla per modo di dire !? Le vacche non volano, solo i maiali ma tanto tempo fa quando andava di moda il neurone unico !? Non mi è mai capitato di amare una sbronza lavorata col bronzo in questo secolo !? Faccia di bronzo, alla macina sicuro l'ha lavorata un tipo chiamato Riace in provincia del suo buco di culo !? Boh !? Alla fermata di un autobus notturno, dopo aver visionato metaforicamente il buco di culo di Riace, autobus l'unico per le ore piccole; salgo uno step nella mia aliah entro e il chierichetto in filodiffusione acquartierato ai violini di un tipo in vestaglia da notte chiamato Nardini, seduto e sedato mi irride con lo sguardo " è facile obbedire ". Con una mossa lieve panoramica fin filosofica di provenienza sensoriale dalle parti basse ,in ossequio ai miei coglioni vestiti dalla festa le mani in un basculante metropolitano gli faccio capire su e giù" ride bene chi ride ultimo". All'ultima fermata, l'unica dell'unico autobus; lo squirt della fontana di Trevi zampilla ilare nella gioia secca di un volante in pista di decollo. E' un caso non mi sia legato col verso della narcolessia al collo il celebrato " in god we trust ". Non mi indebito per perder la libertà. Scendo dall'autobus con uno sguardo Hannibal the Cannibal al chierichetto; salgo sulla scaletta della funivia, seguo quel mio pensiero mi fa capolino dal liquore che mi batte nel cuore "  Dio ti stradora ". Questa mi dico è la chiave antica per entrare nel portone dei tre saggi. Siedono su tre scranni di oro zecchino. L'edera ha colonizzato l'ambient. La toppa però è oliata dal meccanismo è sufficiente con il cacciavite muovere le viti giuste e gli snodi dar loro più movimento. Col cacciavite in mano osservo il tempo meccanico e guardo in su. C'è un cartello di sghimbescio mi dice " tu sei qui " Hotel Lux. Sulla sua testa Hotel Lux nel farmelo leggere si corregge una Corona con la fetta di limone e sale nel collo di bottiglia. Dico " è un message in bottle " okey son qui. Tiro fuori la consolle da DJ inizio con i Police " every breath you take " << Eh n' message in bottle !? >> eh cazzo devo fare mi piace !? eh                            

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