domenica 5 giugno 2016

quattrocentosettantatre


Ecstasy :)

Incontro un uomo sotto il portico lungo, cammina solleva la cornice del quadro vuoto 100 x 80; ha pensieri filosofici, si proiettano sulla tela trasparente. Calpesta la tunica nel camminare, alla cintola scorre il fodero del coltello, sulla lama in diamanti vi è inciso << tu quoque Brutu fili mi ? >> . Col filo la rèzdora incinta taglia la polenta, allo stesso tempo taglia il tempo, lo divide in tre: incorona / vita / morte / miracoli. Accedo al miracolo lo sottoscrivo sul Manifesto incendiario << chi propugna povertà per vecchi e giovani è condannato all'estinzione: legge del Signore >>. Cavalco la vità, la morte in bocca s'agita irrequieta è sufficiente il gesto contrario, il nero inesorabile seppellisce. Scendo dal destriero lo lego all'anella fissa al muro vicino al bar Centrale, piazzale Dante di fronte al giardino pubblico, il busto pop art di Salvo D'Acquisto controlla il traffico all'incrocio. Penso alla consunzione / corruzzione umana entro nel Dehors incontro amici con l'echimosi di felicità, cicatrici suturate a filo zecchino, brandelli morali in carne vermiglio, la bruciatura di brace orizzontale pende occulta sotto l'abito, candore femminili di silenzio, ricordi, fantasie, crosta in pietra dura sensibili alla femminilità recidivi amiamo, ridiamo al rinfresco di Ronni Kippa che sposa la propria dolce metà. Vino, bella compagnia. Petronio fuma, Rox chiacchiera con David Garavàn, Ios fotografo ufficiale dell'evento sorprende con il click, m'immortala in foto dove con nonchalance mi gratto il naso << rifalla Ios !? >> Barchiss parla delle vacanze in meridione Puglia, Calabria, Basilicata, mi convince: le vacanze le trascorro in Italia. Il piccolo bouledogue nero al guinzaglio di Bràndla si acquatta sotto il tavolino, chiacchiera Donna Bràndla con Donna Kippa, entrambe sedute. La figlia di Ronni Kippa, l'amica, il ragazzo dell'amica, altre donne, altrettanti mariti, il fratello di Ronni Kippa, Gad Kippa chiedo << come va ? >> Le donne dolcemente complicate, gli uomini rilassati. Virgilio va in bagno. Ritorna, il wc è occupato << prova in quello pubblico al centro dei giardini >>.  Non riesce ad aprire la porta << prova con un euro !? >> << gia fatto non funziona !? >>  << l'hanno costruito negli anni 80, prova le lire >> << niente da fare >> Virgilio sbuffa, dico << al comune son famosi per essere originali: prova il rublo ! ? >> Non va. Virgilio dietro il cespuglio, ricompare, alza la zip << mi avranno scambiato per extracomunitario !? >> e si domanda: << vecchi, donne, bambini, il bar chiuso per turno, il Wc pubblico non funziona, escono di casa col pappagallo dell'ospedale in previsione di doverla fare  ? >> sdraiato sul masso prendo il sole sull'isola di Serifos gli rispondo << hai ragione Virgilio, la nostra città è cambiata, per questa ragione amo la Grecia >> mi avvicino alla polla d'acqua fresca finemente increspata, piscina naturale tra le rocce, il vento brilla raggi di sole, ho 30 anni la pelle scura i capelli lunghi: mi tuffo nella piscina sullo sperone di roccia rivolto al mare. Laggiù, squali a digiuno nell'acqua blu profonda, mi vedono danzare con l'amore. Apro gli occhi, cerco la cartina della Grecia, ho nostalgia dell'estate Greca, scelgo l'isola del mar Egeo per il prossimo viaggio.                   

quattrocentosettantadue


 Cocaine :)

Prima della cena siamo vermi sui rulli del car wash per una doccia veloce, ci asciughiamo ai raggi del sole; entriamo nella trattoria panoramica della sagra in piazzale Re Astolfo, due tavoli da cui la vista sulla Ghirlandina dalla guglia chiara vicina all'occhio come luna piena nei tramonti d'estate, ci sorveglia. Virgilio consulta il menù ordiniamo due spaghetti alla carbonara ci servono gli spaghetti dopo un po' le carbonare vestite di tutto punto. Di nazionalità ucraina ci scambiano per maitrè a pénser prezzolati esperti gnocco & tigelle, ci chiedono il libro con l'autografo. Ho studiato per anni la firma, la postura budoshi di fronte ad un kanjii vergo la mia firma ideogramma sul foglio. La ragazza  sgomenta chiede << ma il libro dov'è ? hai fatto la firma sul foglio bianco ! >> << la mia firma vale di più di qualsiasi libro !? >> la ragazza prende le distanze sobilla << ma costui chi è ? >> << la più giovane mi conosce << Pablo Picasso ? >> si. Come budoshi di fronte al kanji, col movimento rapido circolare sul foglio, vergo la firma sotto il disegno - tauromachia. Acquisto una scatola di sigari. Ci addentriamo nella città che vive sott'acqua all'interno di un acquario di acque statali. Sono alcoliche al 27 % ricordano il liquore latte di suocera, leggi severe: ogni balcone ha la barba multicolore in alghe, penzola capestro, la parabola è di Cristo: il cartello evangelico affisso allo stipite della porta esaudisce la donna cananea; la chiglia dei natanti intrecciati dalla pelle olivastra, in direzione della Medina hanno divieto di vendita dei preservativi; l'abolizione di una dozzina di lettere dell'alfabeto nautico li orienta sempre al Polo Nord; la bussola in bauxite, traccia del viale acquatico, stabilisce manager se cura il fallimento a ditte pubbliche in perdita, reddito di cittadinanaza, la povertà non è diritto giuridico. Virgilio, Rox, imbracciano il fucile, guardiani della libertà fucilano i responsabili davanti a qualsiasi muro, il sangue degli impostori sia plusvalore per la Cristianità. Il colpo in testa spetta alla mia Glock, con un paio di colpi fa scoppiare il cervello li spappola, cocomeri rossi. Il mondo cade a pezzi velocemente raccolgo la testa illuminata dell'uomo: ruzzola verso valle. Non più. Sollevo l'abat-jour a palla, imploro<< pietà di noi Signore >> la risposta al tuono  << Grande è La Tua Fede Avvenga Per Te e Gli Uomini Come Desideri >>.  Apro gli occhi di felicità.       
    

sabato 4 giugno 2016

quattrocentosettant'uno


 Shabu :)

Sediamo a tavolino sotto la Torre dell'Uccelliera, noleggio un gioco di società. Rox ama il Monopoli: da povero nel giro di poco cambi la sorte, diventi milionario. Virgilio preferisce il Risiko: sei poco più grande di Israele, in poco tempo crei un impero come quello della civiltà Romana. Scelgo il gioco dell'oca. Il sogno è mio, loro sono miei ospiti, giocano a quello che scelgo io, se non sono d'accordo raus. E 'una bellissima serata estiva, non c'è nessuno in tutta la piazza, noi a tavolino gettiamo i dadi contiamo le caselle 6, mi fermo a Bastioni Gran Sasso; Virgilio 12 si ferma alla Società Elettrica; Rox 11, via dell'Accademia. Si siede un tipo strano mentre giochiamo. Un rapper con la catena al collo un medaglione della Mercedes, lo tocca come il Vescovo si tocca il crocifisso, indossa il cappuccio gli copre il capo della felpa grigio perla, la stampa è - i like rivolutionary acts - il piccolo logo al cuore un DJ stilizzato nero con le cuffie in testa, la consolle. Il rapper si alza se ne va. Non capisco chi sia. L'indovinello di Virgilio << sapete chi era quello che si è seduto ? >> gli rispondo << un disadattato ? >> Rox non risponde getta i dadi, dice << c'aveva del poco normale è il matto del paese ? >> << vi dico chi era, ci rimanete di sasso >> ci provo << Tupac Shakur ? >> << Guru ? >> << Notorius Big ? >>  << Jam Master Jay ? >> << non è un rapper, sembra ma non lo è >> Rox esclama << Bob Rock di Alan Ford ? >> ride alla battuta che capisce solo lui, gli dico << non farla lunga chi è ? >>  << si chiama Jordan Van Bruelen ! >> Rox ed io ci guardiamo << ...bohhh ? >> << è un nome di copertura ! >> prosegue Virgilio << a si ? è una spia, noi non lo sappiamo, giochiamo a Monopoli e siamo parte di storia d'un romanzo di James Elroy ? >> << ma và là ! >> << quello è Giordano Bruno ! >> ? << la saggezza la giustizia iniziarono ad abbandonare la terra allorquando i dotti organizzati in sette cominciarono ad usare la dottrina a scopo di lucro ? >>  Virgilio annuisce << si, proprio lui ! >> << beh, si presenta vestito da rapper col nome da DJ dei Paesi Bassi, non apre bocca ? >> << vestiva normale parlava da persona normale, l'hanno bruciato !? >> << è rimasto traumatizzato, vuoi dire !? >> << prova te ad essere un falò di te stesso, vediamo che impressione ti fa  ! >>. Salgo sulla Torre dell'Orologio sino alla stazione della funivia, entro nella cabina ali di cartone, rotolo / scivolo sul filo sino al quartiere di Quartirolo. Parcheggio la cabina davanti il comando di Polizia. Il funzionario poco gustoso allo sportello, indossa la mimetica antisommossa, un modellino di Ferrari Dino 246 GT in mano gli domando << che fila seguo per richiedere il passaporto ? >> << deve fare col passaporto ? >>  << desidero visitare il Santo Sepolcro ! >> << qui signorina non cè il Santo Sepolcro >> stizzita gli tirerei una borsettata sulla testa, gli dico << si lo so è in Israele !? >>. Mi fa cenno di là sul muro è affissa la cartolina della Basilica Santo Sepolcro a Gerusalemme e l'agenzia viaggi che se ne occupa. Un tremolio mi sveglio; il rumore del treno entra dalla finestra taglia l'aria: lentamente apro gli occhi il suono inconfondibile del motore di Ferrari, mi affaccio su via Manzoni; basito ammiro: è una Ferrari Dino 246 Gt.         

venerdì 3 giugno 2016

quattrocentosessantasette



 - La famiglia -

Vedo Ray Kamasutra gli chiedo l'amicizia su Fb mi risponde << certo ben volentieri !? >>. Passano i giorni lo incontro di nuovo << Ray mi dai l'amicizia o no ? >> seriamente mi risponde << non vado mai al computer, ed è un po' che non l'accendo, probabilmente non lo accenderò più, poi che cos'è questa storia delle amicizie ? io ne ho di più di te !?: ho deciso non vado più su Fb ! >> La risposta non mi pare pertinente, sorrido tra me gli chiedo << non sarà che sei venuto a leggere la mia bacheca hai letto dei post ti sei detto cavolo che fascistone ? >> << No che dici ma sei matto ? ma no, è che come ti ho detto, non vado più su Fb !?>> Una sera di qualche tempo dopo in pizzeria, nel corso di una serata tra amici mi avvicina col bicchiere in mano, un po' alticcio gli occhi lucidi di chi si commuove, sorseggia con l'espressione da coccodrillo, prende posto, mi guarda in silenzio nel frastuono del ridere del vociare che giungono di spalle. Prende fiato, ordina i pensieri qualcuno gli scappa, altri li lascia andare, mi guarda stupito, riordina quelli rimasti <<  sono in una situazione disastrosa Zen !? >>  si soffia il naso col tovagliolo << mia moglie secondo me, ha una relazione con qualcuno sul lavoro >> << come te ne sei accorto !? >> << non facciamo più l'amore >> << dai Ray sarà un periodo così, non pensare subito ci sia un altro, un periodo di stanca, tutte le coppie lo vivono prima o poi >> << Zen è un periodo che dura da due anni, non finisce più ! ? >> << mi tocca di andare a donnacce se voglio scopare !? >> << beh, se invece di andare a donnacce i soldi li dai a tua moglie, rendi più piccante il rapporto, vi riavvicinate ! >> << ...ci ho provato mi ha detto di andare a cagare, e di andare a donnacce, ti rendi conto !? >> << l'hai offesa ? >> << no, non gliene frega proprio niente di quello che faccio !? >> << capisci !? >> << si capisco non so che dire, è una situazione delicata ! >> << e fosse l'unica Zen >> prende fiato, ordina un limoncello freddo << mia figlia, Zen, sai cosa vuol dire per un padre avere una figlia ? >> << no, ho un maschio, però immagino >> << ecco te lo dico io cosa vuole dire avere una femmina: mia figlia ha una relazione ! >> << scusa guardiamo la realtà Ray, speravi si facesse suora ? >> << ma no Zen, è che, non so come dirlo: ha una relazione con un uomo >> << preferivi diversamente ? >> <<  maturo Zen, mica un ragazzino >> << Zen non vuoi capire, mia figlia ha una relazione col suo datore di lavoro ! >> << lei ha 23 anni lui ne ha 60 e passa ! >> << non posso immaginare che mia figlia vada a letto con un vecchio che ha più della mia età, ce l'ha fiappo se gli viene duro è perchè usa chissà cosa ! >> << io mi chiedo, come fa ad amare un vecchio ? >> << probabilmente la tratta come una regina: le donne si sentono regine ! >> un moto di livore Ray sbotta << ...e invece è solo una zoccola come sua madre !? >> stiamo in silenzio, Ray sorseggia il limoncello, nel bicchiere versa vino << son messo come il tre di coppe sotto strozzo Zen ! >> << vivo con due puttane in casa, non posso vederle; neache il frocio posso vedere !? >> << chi è il frocio scusa Ray ! >> << chi è il frocio ? chi vuoi che sia il frocio: mio figlio !? >> << qualche mese fa, ha fatto, ha fatto come si dice, lo dicono in inglese che fa più libertà di prenderlo nel culo  ! >> << outing ? >> << eh, si, ha fatto outing ! >> << figurati ha fatto outing alla famiglia riunita, c'era sua sorella di fianco, l'amico che ama, mia moglie vestita da troia che andava a fare spesa; tu capisci una si veste, si profuma da troia per andare comprare i cappelletti !? >> << e io ero li, che ascoltavo le ragioni di mio figlio; in questo puttanaio di troie culattoni; ti assicuro anche se ero a casa mia, mi sono sentito a disagio ! >> << ah, ci credo ! >> a questo punto confesso a Ray << scusami se ti ho tediato per una cosa effimera senza valore come ottenere l'amicizia su Fb, non avevo idea tu stessi vivendo una situazione complicata >> << non ti preoccupare Zen, son cose che succedono, mica lo potevi sapere !? >> << a proposito senti, non ti offendere, al di là di quello che ti ho raccontato: io la mia famiglia tutto sommato andiamo d'accordo, andiamo in vacanza, ch'abbiamo il cane, le nostre amicizie, le nostre cene, le macchine, paghiamo le tasse, siamo gente normale: ecco Zen mica posso dare l'amicizia su Fb a uno che si reputa fascista ? che fa il rivoluzionario di mezz'età, ma tu sai che casino ci viene in famiglia da me ? gli amici, le amiche di mia moglie ? quando vedono che ho dato l'amicizia ad un fascista ? gli compare un fascistone come te sulla pagina ? apriti cielo >> << non me lo voglio nemmeno immaginare ! >> mi guarda, sorseggia distrattamente il vino, con attenzione si sofferma sul posteriore della cameriera che sparecchia tavola. Sia alza << andiamo ? >>.           
        

quattrocentosessantanove



Oppio :)

Avvisto una figura con l'andatura trafelata all'incrocio via Berengario via Fassi lo riconosco è Tullio il visionario, si ferma ad osservare la Chiesa. Improvvisamente fosse un Black Block in suit gessato, avvolge un messaggio alla punta di bronzo del giavellotto in vetro, lancia l'ipotesi al costato del muro di San Nicolò. Dalla crepa l'acqua fuoriesce scura mezzo forte, la cascata di brutalità espressionista innonda il sagrato a briciole di sasso; dall'angolo occulto della curva di via Catellani partorisce la propria melodia Flora, sirena muliebre, statua costellata d'innumerevoli verdi, intreccia alghe, muschi, licheni. Nuda si muove strizza l'occhio, piroetta civetta chiunque con la vista le tocchi il seno conserva la chiave delle porte che aprono i battenti alla fortuna. Mi nascondo, Virgilio altrettanto non possiamo farci riconoscere, lo sguardo di Flora è incantesimo di follia amore perenni nell'anima; nè preavviso nè consapevolezza si diviene statue dalle fattezze umane. Ad animale nel verde dell'erba folta, striscio cobra dorato; Virgilio impugna lo scudo pelle di pecora, benda gli occhi con una cintura in cuoio, segue il segnale di fumo che brucia, sale dal porta incenso che tengo sulla piattaforma a cilindro legata al dorso. Dal muro della Chiesa di San Francesco pendono le scarpe d'oro al chiodo. Giungiamo a porta Modena; con le calosce nudo le pudenda al vento, accatasto milioni d'occhi in piramidi multicolori, ciglia palpebre battenti ai lati, hanno le elitre con cui vengono trasportate via da carogne putrescenti in cui dormono rovesciate sul selciato. Virgilio toglie la benda in cuoio Tricolore indossa il casco bianco a cuoricini neri; in piazza Ramazzini quattro rane sostengono la conchiglia, fontana vuota su cui in posa la giunonica sirenetta gemella Flora è abbandonata all'incuria. Mi chiede pochi euro da far tintinnare e ruzzolare nella conchiglia, mi invita ad eiaculare sul presente per gioire nel futuro. Amo gli oracoli con cui dialogare sinceramente: sono una rarità di questi tempi. Facciamo l'amore, tiene alla verginità nonostante l'età, mi consiglia l'orifizio adiacente. La sodomizzo, si gira all'indietro è una gatta di dolore, fa le fusa, impreca Dio come non comanda; accelero a colpi cerco l'orgasmo. L'avvisto nel capanno della brughiera ventosa, lo rintraccio a singhiozzo mi accorgo che m'attende, anch'esso impreca; di nuovo e di nuovo insieme, scivoliamo stridore sul lastricato d'acciaio strofiniamo la carne nello zolfo incendiario << non libera nos a malo >> la canzone è per Dio non desidero che ascolti, nè Lui nè i Suoi tirapiedi; afferro Marte in bocca, mi galvanizzo al centro del sistema: mi affretto. Eiaculo nel retto, odo l'eccellenza del piacere venire / scomparire; nel sussulto dico Amen svestito da Demonio di provincia. Mi sveglio con un'erezione nei jeans, distinguo la scena finale di me che eiaculo nel deretano della Dea: mi riaddormento per tornare nel sogno, riprendo da dove ho finito, incontro Virgilio, mi mette in guardia dalla Dea << non fare l'amore con la Dea Flora, si chiama Rocco: è un ermafrodito >>. Non dico niente, ci allontaniamo dalla statua di Flora in piazza Ramazzini. Salgo corso Roma in direzione della piazzetta Garibaldi seguo il sentiero 615 sul trono del silenzio greto del fiume, vibra il torrente scroscia ottura l'udito, incrocio la discesa di un uomo della beat generation con la bandana azzurra legata in testa, stampa hennè bianchi, fischietta e canticchia << te voglio bene assje / ma tanto tanto bene sai / è una catena ormai / che scioglie il sangue dint' e vvene sai /. Il tichettio delle bacchette telescopiche sulla roccia trasormano la discesa dal pendio roccioso dell'uomo con la bandana azzurra in una immagine folgorante e folle: indossa la tunica da personaggio biblico, barba bianca, capelli lunghi. Mi siedo in piazzetta Garibaldi, poggio il guinzaglio sulla panchina di marmo. Abbraccio il cane affondo il naso nel pelo, entro nella brughiera ventosa assolata, la casupola dove si ripongono le attrezzature di campagna ha un mattone del muro, lo sostiene il color carminio copertina di un dizionario Zingarelli. Il putto mi trafigge il cuore con la freccia su cui è inciso - metamorfosi-. Sollevo il naso dal pelo, la piazzetta è invasa da nutrie / fagiani dal piumaggio rigoroso; divorano quadrifogli di campo, attraverso la bellezza i fagiani dall'occhio pittato, distolgono lo sguardo degli uomini ignari sulla roccaforte di tavoli e tavolacci su cui veleggiano i flut di vino bianco frizzante. Con senso di repulsione Virigilio si fa strada in piazzetta Garibaldi tra uccelli, roditori. Rox Muriatico tenta d'incendiare il pelo alle nutrie con l'accendino bic, corrono velocemente, torce nane combuste. << Le vuoi allo spiedo ? o vanno bene come sono, te le porti via al cartoccio ? >> ride. Incendia le ali ai fagiani, magia il volo fuggiasco dalle ali di fuoco si alleggerisce: da gallinaceo in colibrì incendiari diretti ai tetti celesti. << Preferisci i fagiani al forno ? >> ride. Virgilio fa posto, Rox Muriatico siede sulla panchina. Colgo l'attimo, la mia città ha un chè di meraviglioso. Mi sveglio spettinato, guardo fuori dalla finestra che tempo fa, controllo se Virgilio / Rox Muriatico sono seduti sulla panchina: sorrido all'idea. In cucina preparo il caffè, taglio le arance le spremo, vado in bagno, mi siedo. Penso al sogno, al tipo della beat generation che ho incontrato, l'ho sulla punta della lingua: Herbert Huncke, ecco chi era. Quel gaglioffo di Herbert Huncke.         

giovedì 2 giugno 2016

quattrocentosessant'otto

 Popper  :)

Scatto negli ultimi metri della maratona, perdo il parrucchino color cipolla di tropea. Lo raccoglie il battitore d'asta di Sothersby di Londra: poche sterline se lo aggiudica Thelonius Monk. Lo vedo sul teschio color avorio sul piano a coda di rondine, la quale seguo, volo sulla fontana pubblica di fianco la Cattedrale dell'Assunta. Stràss il taxista parcheggia la vettura scende frappone tra me Virgilio una foto in bianco nero: ricorda l'acqua pubblica dalle fontane iniziò a scorrere dal 1939. La foto ritrae nel dettaglio: fontana in pietra / cemento, col becco metallico che fuoriesce, il negozio Mobili e Letti in Ferro dietro; via Sandro Cabassi superiamo il bar Martini, il Caffè Nero, il portico, dall'altra parte della via il cinema Capitol; svoltiamo in Aldo Manuzio, torniamo sui nostri passi svoltiamo in via Giordano Bruno, proseguiamo sino alla vecchia Chiesa San Rocco diroccata. Guardo i muri della città vecchia, dalla fessura di porte socchiuse d'estate il fresco, s'intravedono lampadari pendono dal soffitto, donne anziane alla finestra, le entrate dal corridoio budello, ballatoio delle scale angusto, calce gonfia che si sgretola; un tipo in strada si rivolge alla donna alla finestra << scind'àbbàasse >> con Virgilio svolto a destra, via Battisti; cavalchiamo per alcuni metri sulla tavola da surf lo Tsunami in fili di rame da cui fluiscono note, lecca la città trasforma ogni cosa in color glitter. Distinguo il ciuffo di Elvis Presley che intona All shook up per tutti: preferisco A little less conversation, mi ricorda la regia di Quentin Tarantino. Il cartello sbilenco sulla serranda del negozio chiuso non ammette repliche - Non ci possono essere istanze libertarie da popoli ridotti alla fame dai neo liberisti: vado dove non vi dico -. Altre serrande abbassate, negozi chiusi, cartelli, con lo stesso stile - mi faccio finanziare dall'Ue un corso formativo per rapina a mano armata, poi vi sbudello - << è il sarcasmo prima della rivoluzione delle coscienze >>  mi dice Virgilio << chi può va, chi resta non reagisce, pensa di raschiare il fondo del barile andare avanti: nessuno immagina l'apocalisse dei corpi, il genocidio dello spirito, il sangue per la strada >>. E' orribile l'immagine: migliaia di corpi nudi in strada, giardini, negozi, negli uffici, tra i banchi del mercato, agli stop, fermi in vettura nelle rotonde, in autostrada, animali domestici, cani, gatti, uccelli riversi, ovini bovini gonfi nelle campagne, ovunque il silenzio lugubre, chiunque privo di vita; un refolo di vento strappa il foglio che disteso bacia terra, si libra ad ala celluloide, ridiscende si contorce al piede della panchina. Panchina dietro il Teatro sulla quale passo la notte intera a discutere di noi, e degli altri che non sanno del nostro amore, profondo, ostico, oscuro pozzo mortale, l'acqua increspata ci logora. Non la vedo a fuoco, sento che mi manca, capisce ciò che dico ciò che direi, mi legge i movimenti, la punteggiatura, il volto le si oscura come ombra non persiste, scompare definitivamente. Il radiocronista ha la voce inconfondibile << avvengono più fatti in 40 righe che in 40 giorni >> continua << in un minuto avviene tutto e il contrario di tutto >> Memorizzo la formazione della squadra dell'Inghilterra dei primi anni 70 recito la formazione, la canto sulla base di Rock it  di Herbie Hencock: Shilton, Madley, Hughs, Bell, Mac Farland, Moore, Kerry, Chennon, Osgood, Clarck, Peters: Virgilio alza il volume; sfrecciamo nella campagna della città col duetto Fiat, vedo la cupola della cattedrale dell'Assunta laggiù; è notte fonda il principio dell'alba, la luce il fresco la natura spazza con violenza la capote dell'automobile, guardo l'ora: 6 del mattino. Pescatori in gara sul greto del canale Lama, acque dal caratterre malmostoso, gli ombrelloni aperti per riparare dalla canicola della stagione, viola, giallo, marrone, blu, il portavoce col megafono in mano si rivolge agli ultras del Liverpool << il funerale sarà rimandato se l'acqua resta torbida >>. Ci fermiamo a fare colazione al bar Stadio il pulman del teadium vitae carica nuovi morti per le tre solite destinazioni Purgatorio, Inferno, Paradiso, sorseggio il caffè lo vedo passare con una fila di giovani ragazzi con gli auricolari bianchi alle orecchie un foro d'arma da fuoco in testa. Mi si affianca Virgilio guardiamo il pulman che curva su via Carlo Marx, mi chiede << perchè odi la tua città ? >>  << non odio la mia città, non so odiare >> cito il Cantico dei Cantici << il mio amore è forte come la morte >>  Virgilio si ferma per dissetarsi alla fontana di fronte al sacello di Mamma Nina, raccoglie ali di farfalla, sulle quali è scritto in caratteri inglesi - il ricatto alla povertà funziona quando sei pavido non quando hai coraggio -.Sbuca dall'angolo del tabacchino un signore distinto, minuto, coppola, gobba, occhi intelligenti da ebreo, riconosco Palmati, ha il negozio di numismatica oggetti antichi sotto il portico << ora più che mai le arti devono criticare il potere >> lo dice col tono pacato della saggezza; gli sfioro la gobba per scaramanzia, osserviamo dal circolo Andrea Costa lato piazza Martiri un gruppo radical chic dal cuore concusso; se la suona se la canta strimpella un motivo acustico con la chitarra Fender tra le vetture parcheggiate. Virgilio conosce Palmati, amico del poeta diallettale sepolto sotto le radici della pianta capitozzata, vede il gruppo radical chic cantare si rivolge a Palmati <<  poichè sono mediocri la quantitas vale più della qualitas, le metamorfosi spirituali non possono avvenire non hanno spirito, cantano la democrazia delle relazioni: più sono convenienti più sei democratico, rivolte ai loro interessi sono giuste, vivono la cecità, fuori dalla cecità sentono il vuoto non percepito, valgono le relazioni che lo sanciscono, la loro verità ha crismi dell'oggettività, nuovi razzisti di classe e non lo riconoscono, se anche lo riconoscono è giusto, cani che si mordono la coda e non lo sanno, non hanno cognizione del tempo in cui vivono sono destinati a morte culturale sotto il profilo delle idee dorate che amano come vitello d'oro: non sono intelligenti come gli Ebrei. Questo è il loro dramma, e anche il nostro ! >>. Mi sveglio rimango immobile sul divano coperto dal plait ad occhi socchiusi ascolto il dialogo del film che proiettano in televisione riconosco la voce di Robert De Niro dire a Kevin Costner  << non sento, cosa ha detto !? >> Kevin risponde<< che non bisogna smettere di combattere se un incontro non è finito ! ? >> Robert << come ? >> Kevin << mi ha sentito Capone !! >> Robert << ma va che sei solo chiacchiere e distintivo, solo chiacchiere e distintivo, solo chiacchiere e distintivo ! >>. 



   


quattrocentosettanta


 Crack :)

L'addolola sale i pioli dell'arcobaleno a metà mattina. Suona col cembalo la moda del tempo, ambisce un mondo migliore, responsabile; mangia beve copula toglie l'orata dal forno la poggia sulla tavola per gli ospiti. Il pranzo è servito. In bocca la Gitanes in carta di mais, l'incredibile euforia dell'orata in umido quando vede l'allodola voltarsi e uscire dalla cucina, non è palpabile; apre l'occhio sale sul primo treno indossa il cappello nuvoloso raggiunge l'ebreo fuggito di galera insieme formano la risorsa per la rapina al caveau. Gli hacker hanno un nome di battaglia, Condor, Datasream Cowboy, Astra, Solo, ultimi non ultimi gli Hacktivisti di Anonymous e maschera Guy Fawkes: rivoluzionari sociali <<  alla matematica interezza manca la pienezza, non visibile all'occhio umano razionale, colma con l'ausilio della fantasia: segreto soggettivo universale; si riverbera alla moltitudine, diviene oggettiva ideologia >> Il lupo grigio con la rosa rossa infilata tra i denti aguzzi acquista le note al Tango di Astor Piazzolla, si accascia sul cammino delle orme di Virgilio, ascolta il silenzio in pausa dello stormir di fronde, mentre il vento sillaba << Avvengono più fatti vergando 40 righe che in 40 giorni >> Gesù vittorioso tentato nel deserto è a fianco di Satana sconfitto, il quale ha in appalto PGR le storture terrene; percorre la terra in lungo in largo, lavora a tutele crescenti e servizi sociali ridotti. Con la macchina digitale stampa un selfie scacciapensieri, foto da mettere sull'epitaffio della fossa comune al cimitero: entrambi contenti sorridenti denti bianchi, testa vuota. Apro gli occhi, sbadiglio mi sollevo dal letto, mi percepisco umano mi sento bestia: provo il desiderio di abbaiare, miagolare, belare, nitrire, grugnire, richiama un pensiero: acquisto la Fattoria degli Animali di Gerge Orwel.