martedì 7 luglio 2015

quattrocentotrenta



- dall'alba al tramonto -

La notte scorsa avevo caldo. Cercai un pomodoro nel frigo. Feci una doccia fredda. Mi asciugai nella frescura dell'aria condizionata. Mangiai un gelato. Andai al balcone con la sensazione di spossatezza che mi avrebbe lentamente conquistato e il ricordo animale di frenesia effervescente sulla pelle a contatto con l'acqua fredda. Il mio amico fuma al balcone. Mi guarda in silenzio. Poi osservando lontano mi dice che il ramadam dura sino al 18 luglio. Che il prossimo anno inizierà 13 giorni prima di quello di quest'anno. Quando è iniziato ? Mi dice il 18 giugno. Che il calendario arabo và con la luna, e i mesi hanno 29 giorni tranne alcuni che ne hanno 30. Che i mesi francesi, come li chiama lui, sono i più terribili per fare il ramadam. In Svezia dall'alba al tramonto ci sono 22 ore di luce. Qui 18. In Marocco 16. Ne rimangono poche per mangiare ovunque tu sia. In Marocco alla fine del ramadam in qualsiasi locale puoi mangiare gratis. Il ramadam è fatto per i poveri. Così dice il Corano. Poi mi guarda un po' provato dal digiuno, aspira la sigaretta che tiene tra le dita. Continua. Quando finisce il ramadam ogni famiglia fa una donazione di 5 euro alla Moschea. Noi in famiglia siamo in 5 = 25 euro. No, non si comprano le armi con quei soldi: è vietato. La Moschea li usa per sfamare i poveri. Lo dice il Corano. Cristo era un profeta, che non è morto in croce, ma Allah l'ha chiamato a sè, e la Madonna è madre per mezzo dello Spirito Santo. Gli dico che a volte leggo il Corano e mi piace. Sembra inorgoglirsi. E allora mi parla degli Sciiti e dei Sunniti. Pare angustiato per come i Sunniti come lui siano i responsabili di molte atrocità in nome della legge islamica. Dice che in realtà è un complotto: sono gli Sciiti i responsabili di quelle atrocità. Si sta bene al balcone se il vento muove il buio e i capelli umidi. Il mio amico, guarda l'orologio e si alza dopo aver buttato la sigaretta: va a prendere le figlie che sono in Moschea a pregare. Gli chiedo se fanno anche loro il ramadan: dopo i 14 anni lo devono fare tutti. Mi saluta, si volta e se ne va. 

domenica 5 luglio 2015

quattrocentoventinove



Giudicami: con me è finita. Dimmelo in frasi auree, che io possa ricordarlo in gloria e dolore per non morire cruentemente, definendo il nostro rapporto che non vada oltre: disprezzi guadagnando verità assolute. Decostruito ti appartengo nello sdegno. Amiche, sorelle con dileggio mi lapidano di fronte al tuo livore. Il mio rantolo non è il naufragare nell'innocenza: la vendetta è miele per ciascuno. Nelle vicende d'amore la femminilità è l'emotività che si costruisce e si dissolve.

venerdì 26 giugno 2015

quattrocentovent'otto


Il registro è un ironico stuolo di rondini nell'intensità del logoro vissuto tra le ciglia; non si oppone al garbo delle mie parole, mentre indago curiosamente in me. Venivo per una donna di cui non conosco il nome: svapora il grigio se una gatta siede sui miei sentimenti colorandoli.

lunedì 22 giugno 2015

quattrocentoventisette


Lieve è il desiderio che mi pervade; ti avvicino volgendo lo sguardo altrove per non morire sapendo. Di assaporare l'esistenza riconoscendomi nei nostri baci, amandoti di li a poco.  

giovedì 18 giugno 2015

quattrocentoventisei


 - seduzione del capitalismo-

Il capitalismo seduce e conquista attraverso un quid di matrice surreale. Consegna l'impulso, dallo scorrere di realtà virtuali lo sovrappone all'immanenza. Vira nella banalità, rendendosi irrinunciabile, controverso, vincente. Rinnovandosi sfugge a classificazioni assolute perdendo l'identità ne assume un'altra non riconoscibile. Nè l'uomo conosce, non avendo coscienza di ciò che non può riconoscere tantomeno recepire. Si erige a mostro, divenendo necessità irraggiungibile: scompare. Esiste tra gli uomini trasformati di sensualità atavica ridotta e umanità mediocre.        

quattrocentoventicinque

- l'incantesimo -

Si parcheggiò accontentandosi dell'amore donato; opportunamente simulò il proprio concedendolo timidamente autentico, verificando tutto: e nell'incedere degli occhi il diritto aristocratico proveniva dalla scaltrezza dei sentimenti.

mercoledì 17 giugno 2015

quattrocentoventiquattro

 - omosessualità -

Nell'omosessualità solo la sobrietà pare, non trovi spazio, tranne per ingannare.