...eh ho nostalgia di questioni banali. Mentalmente banali da far sfiorire tutte quelle ugge increspate sulla mia pelle dai pensieri sul pallet messi lì col muletto e che non riesco a spostare sebbene non mi diano noia morale non incidano sulla pesantezza o la leggerezza solo ingombrano lo spazio e di spazio ne ho sempre bisogno oltre al tempo in cui si vive nello spazio nel secondo i tre tempi mobili: passato presente futuro compressi, il mio andare ma anche il mio permanere. Impolverate dall'intricato, fogli di parole consunte da idee scomposte mai nate su due gambe oppure alcune copertine irrisolte abbozzi intenzioni svanite che si incagliano conchiglie sulla roccia nascoste oppure affiancate al muschio verde odora di marcio a volte nel panorama ameno un sussulto pigro il non decollare di felicità. Sarebbe tutto perfetto nulla da raggiungere ma l'insoddisfazione del nulla che si moltiplica è privo di senso anche se nella sconfitta ho sempre trovato un senso sebbene non ci sia oggettivamente immagino allora di essere esausto mediamente esausto a quel punto non ho mai la forza di cancellare ciò che andrebbe cancellato per alleggerirmi. Aspetto sempre che qualcosa di memorabile mi attraversi la strada per raccogliere in un'emozione tutta quella chincaglieria di cui dovrei sbarazzarmi, mi affido allo spirito che mi muove ogni cosa, dico " risalga mi torni a ridar significato nell'ovvio nel ripetitivo il poco importi come il molto !...eh
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