martedì 3 febbraio 2015

trecentosettantanove


 - forma e sostanza -

E' la forma e la sostanza, inferme entrambe; che ci hanno retto in questi anni come perni arrugginiti di due volontà carnali; rivestite di pensieri, garbi, luci, sguardi, atti, orgasmi dalle ciglia le vertigini; e rivestirci riprincipiando il tema dell'onestà; c'ingannavamo ordinando i pensieri circoscritti all'angolo dell'amore, consumato e nulla più. 

trecentosettant'otto



- congetture -

E poi la solitudine, che rende intensa e ignara la mobilità di ognuno, presso il proprio patrimonio di congetture; mille ipotesi in un cumulo invecchiato, da cui rigerenano odorosi i concetti; racimolati ci osservano sul palmo della mano; sassi manipolati dall'alchimia plausibile, specchio riconducibile al fondo giallo, come l'oro tra i lapislazzuli.

trecentosettantasette


 - memoria -


Non dirò verità nè qui nè altrove, lascerò che il passato scorra in un flusso di limpido calore; e abbracciandoci ci stringa nell'imo entrambi, discorrendo alle nostre memorie, la bellezza, la vanità, l'autenticità; allestite sul manichino del nostro amore; accarezzandoci con la memoria e tenendoci per mano l'utopia di allora; vedo un osso sopra l'altro come un elegante scheletro spolpato dalle nostre incapacità e ipocrisie.

lunedì 2 febbraio 2015

trecentosettantasei

 - ricordi -

Mi assale un dolore inconsolabile di pensieri. Non so in che giustizia sperare; tutto è sfocato e assurdo; irragionevole tranne il senso della morte. Che nelle sue ragioni in questi pensieri, mi vive.

trecentosettantacinque


 - psicosi -

L'infelicità che ci appartenne, travestita di euforia e gloria, nella densità di polveri sottese, ai pianti che non ci ebbero, solo fiati sprecati nell'intimità per noi: non ti nego, nè ti desidero: ho la percezione di averti amato e allo stesso tempo di non ricordarti.

trecentosettantaquattro


- la forza dell'immaginazione -

Pensavo fosse amore: era l'inferno, ma accarezzai l'idea di essere fortunato, se in quelle macerie potevo immaginare.

trecentosettantatre


 - l'inconscio -

Non avevo intenzione di capire le distrazioni dei tuoi principi, tantomeno vedere la fiacchezza del tuo affetto: chiedendoti, rischiavo discussioni inconcludenti. Ma non fu possibile; nell'ambiguità di ciò che non avrei voluto, nè capire, vedere e chiedere: avvenne Dio. Nell'amore. Il quale di natura divina viene donato con la consapevolezza, che chi lo riceva sopporti, le sofferenze dovute alla sua mancanza: divenuta per me insopportabile.